Toccati molti argomenti nell' intervista che il tecnico della nazionale ha concesso a Sette, il magazine del Corriere Della Sera, in uscita domani. Prima domanda sugli oriundi: "Gli oriundi in azzurro? Chiamiamoli nuovi italiani" prosegue rivolgendo due domande a Joseph Blattter, Presidente Della Fifa: ''tempo effettivo come nel basket, due tempi di 30. E moviola. L'arbitro microfonato decide in diretta, pubblicamente: emozionante. Tanto c'è già la moviola in campo. Finale a Berlino 2006, espulsione di Zidane: l'arbitro è stato avvertito dal quarto uomo che ha visto il replay sul televisore. Non l'hanno mai ammesso ufficialmente ma è così". Parla poi di sè e del suo carisma: ''Per avere autorevolezza devi essere te stesso. Se ti metti un abito che non è tuo alla lunga ti sgamano. I testa matta? Bisogna continuare a cercare la chiave. Con pazienza" parla poi di Mourinho: "Nel nostro ambiente il suo stile è stato traumatico. Ma dopo due secondi lui e io siamo andati in sintonia su tante cose. Certo abbiamo caratteri opposti. Lui ha rotto gli schemi in Italia. Si presentava in conferenza stampa e spiegava perché non convocava questo o quello. Noi invece abbiamo cercato sempre di salvaguardare il giocatore e lo spogliatoio". Conclude poi sulla Fiorentina: "Non era una squadra che poteva vincere lo scudetto. Alla lunga le qualità tecniche vengono fuori. C'è stato un momento in cui si pensava che avremmo potuto costruire una squadra vincente. Poi la proprietà ha fatto una programmazione diversa. Vincere nell'immediato vuol dire fare investimenti importanti. E con la crisi che c'è, con tanti altri discorsi hanno giustamente progettato a lungo termine".
"Inutile spendere parole per un uomo che si è illustrato da solo per tanti anni su tutti i campi del mondo, che ha conquistato un titolo mondiale con pieno merito e soprattutto era un Campione non soltanto di sport, ma di civiltà". Ci affidiamo alle par...