Vincere una partita con un calciatore sul piede di partenza. Paradossi del calcio moderno. Alessandro Matri, di cui la Juventus sta cercando di liberarsi, decide la 22° edizione del Trofeo Luigi Berlusconi da separato in casa. Il bomber lodigiano, da anni sempre puntuale sotto porta, proprio non piace ad Antonio Conte e l'arrivo del top player in attacco gli chiuderebbe tutte le porte da titolare: da tempo si parla di Milan, ma la sua partenza verso altri lidi sembra ormai scontata. Ma andiamo con ordine. Avvio fulminante delle due squadre con un botta e risposta nel giro di quattro minuti. Al termine di una bella trama rossonera, è Robinho a ribadire in rete un tiro di Flamini deviato sul palo da Storari. La reazione bianconera è immediata e Marchisio è lestissimo a deviare in rete un preciso cross di De Ceglie. Nel finale di tempo una traversa scheggiata da Vucinic con un tiro dai 20 metri è il preludio al vantaggio della squadra di Carrera. Al 42' Vidal, pescato da Pogba sul filo del fuorigioco, è freddo ad eludere il ritorno di Yepes e a superare Abbiati. La trappola del fuorigioco rossonero non scatta per l'errore di Antonini che rimane troppo basso, tenendo il cileno in posizione regolare. Primi minuti stagionali ad inizio ripresa per Pato. Il brasiliano è apparso ancora indietro rispetto ai compagni, e non ha mai inciso. Un grattacapo in più per Massimiliano Allegri che sperava in un "Papero" più in forma visto la sua partecipazione alle Olimpiadi con la maglia del Brasile. La Juve segna in apertura di ripresa la terza rete con Alessandro Matri, che appoggia in rete di testa un pallone facile facile. La Juve molla leggermente e favorisce il ritorno del Milan. Il giovane Masi si fa superare da Robinho prima di atterrarlo goffamente in area. Il numero 7 rossonero si dimostra un brasiliano spiazzando Storari e rimettendo in carreggiata la sua squadra. Ma nel finale i tanti cambi derubricano la sfida a passerella ferragostana. La Juventus si porta a casa per la 10° volta il Trofeo intitolato al padre del Presidente Silvio Berlusconi con l'obiettivo di sfatare una tradizione: solo una volta nelle 18 edizioni precedenti chi, tra Milan e Juve, ha vinto questo trofeo ha poi vinto lo Scudetto.